Assalto ai Docenti, ora basta!
- sebastianoarcoraci
- Mar 26
- 4 min read
Updated: Mar 27
L'ultimo caso di cronaca accaduto in un Paesino del Bergamasco, con l'accoltellamento di una docente, ad opera di un tredicenne, desta un nuovo allarme sulle condizioni di lavoro degli insegnanti in Italia.
Tutti abbiamo vissuto fino a qualche anno fa il rapporto coi docenti con uno spirito non solo pro-attivo verso l'istruzione e la formazione impartitaci da Maestri, Professori e Docenti, ma anche di enorme rispetto per il ruolo fondamentale che questi hanno nella vita futura di scolari, alunni e allievi di ogni ordine e grado.
Da qualche anno, invece, assistiamo impietriti, ad una escalation di insulti, improperi, offese, contumelie e intimidazioni, fino a vere e proprie aggressioni fisiche verso i Docenti.
Tutto inizia, a mio parere, con l'uso indebito, compulsivo e folle dei social da parte dei giovani e addirittura giovanissimi, già dai 10 anni di età, con colpevole atteggiamento troppo permissivo dei genitori.
Così postare oggi video di episodi in cui, in aula, si dileggia, umilia e violenta un docente è diventato il gioco più amato da una minoranza, peraltro rappresentativa di un modo di essere generalizzato di giovani allievi.
Così sulle varie piattaforme, via via, si è degradato e umiliato il ruolo di coloro, che con passione e dedizione, ogni giorno si curano della crescita, educazione e formazione di coloro che un giorno potrebbero diventare la nuova classe dirigente del Paese.
A ciò, incredibilmente, si sono aggiunti comportamenti, altrettanto vili e violenti di genitori, che anziché sostenere e valorizzare il ruolo della Scuola come soggetto educante, fra i più importanti, dopo la famiglia, la attaccano quotidianamente e sistematicamente, sin fino la sua architrave e in ogni suo aspetto fondante.
Infatti le chat dei genitori non sono meno violente e offensive di quelle di molti minori.
Cosa è successo?
Io credo che sia accaduto un fenomeno generalizzato di regressione culturale che innanzitutto colpisce la famiglia, nel suo nucleo fondamentale, a partire dalla educazione dei genitori verso i figli, finanche a intaccare il pensiero di molti genitori animati da un certo antagonismo, verso tutto ciò che sia regola, Istituzione Pubblica e norme generali ci convivenza civile.
Molto è dipeso dal nuovo modello di famiglia, spesso unicellulare a causa di separazione divorzi, dalla scomparsa della famiglia allargata ( nonni - zii- fratelli/sorelle), e sovraccarica di oneri e pesi a volte insostenibili, specie da un genitore solo, che spesso si sente frustrato e abbandonato a se stesso.
Altrettanto peso credo abbia avuto una società sempre più dedita al mero consumismo, al successo a tutti i costi, all'apparire anziché all'essere, e ai valori fondanti del nostro Paese, come la famiglia, l'onestà, il rispetto degli altri, la condivisione di regole comuni, un senso di appartenenza Nazionale.
Così come anche il disagio sociale, che impatta su molte famiglie, e le difficoltà economiche che spesso impediscono una vita dignitosa, sono certamente all'origine di comportamenti isolazionistici aggressivi, e di protesta verso tutto ciò che è Istituzione.
Purtuttavia tali fenomeni non possono giustificare chi attacca proprio la Scuola, il luogo prioritario, quasi sacro, in cui dovrebbe crescere e maturare una maggiore coscienza civile, attraverso lo studio, l'applicazione e il lavoro di apprendimento dei saperi, il dialogo e il confronto fra gli stessi allievi e fra Insegnanti e discenti.
La Scuola non può essere trasformata in palestra di scontro perenne, quasi come ormai accade negli stadi di calcio, in cui una minoranza violenta di ultras, si reca sugli spalti solo con fini guerrieri, senza alcun interesse per la gara sportiva, contro i tifosi dell'altra squadra, sfogando i loro istinti più bassi in un luogo in cui dovrebbe invece prevalere il far play e il rispetto delle regole.
E' vero il Governo è intervenuto, prima negli stadi, con i Daspo ai tifosi violenti, oggi sulla Scuola con provvedimento Legislativo ( L. 4 Marzo 2024), che sanziona le aggressioni ai docenti come reato grave verso pubblici ufficiali, aumentando le pene fin a 7 anni per lesioni gravi e fino a 12 per quelle gravissime, prevedendo il carcere minorile per i quattordicenni in su, e verso i genitori con la sospensione della responsabilità genitoriale e multe fino a diecimila euro, ma questo si sta rivelando insufficiente.
Cosa fare allora?
Innanzitutto vanno adottate misure molto più stringenti, a tutela del lavoro nella Scuola, attraverso la Contrattazione Sindacale, con Istituti Contrattuali di maggior salvaguardia verso il ruolo e il rispetto del corpo docente, oltre che degli altri Operatori Scolastici.
A seguire occorre attivare meccanismi elettronici e digitali, non solo su base volontaria, a scelta degli Istituti, ma resa obbligatoria per tutte le Scuole, per impedire l'ingresso negli Istituti delle armi bianche e ogni altro strumento di offesa alle persone.
In contemporanea va rinegoziata una fruttuosa alleanza fra genitori e Docenti, in cui l'interesse primario torni ad essere il progetto educativo dei minori e la loro crescita civile, alleanza che evidentemente, negli ultimi anni, si è spezzata con i risultati che oggi tutti possiamo vedere.
Il nostro Paese non può permettersi più questi atteggiamenti, pena non solo il benessere di docenti e allievi, ma di una intera Società Civile alla deriva, fondata su scontri permanenti e violenze, con il pericolo che questo quadro allarmante, diventi modello di vita generalizzato e quotidiano di tutta la nostra futura Comunità Nazionale.
sebastianoarcoraci.com - associated GNSPRESS



Comments