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Assassinio di Federica Torzullo e suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno.

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Jan 25
  • 3 min read

In questi giorni tutti noi siamo stati colpiti fortemente dalla notizia del delitto efferato dell'ennesimo uomo che uccide quella che un tempo era stato il suo amore e la madre dei propri figli.

L'assassino, Claudio Carlo Magno, reo confesso, non solo ha barbaramente assassinato la moglie Federica, con modalità inumane, oltraggiando persino il cadavere con inaudita crudeltà, perché non accettava la volontà di separarsi di lei, ma, ha quasi certamente causato il suicidio di ieri dei propri genitori Maria Messenio e Pasquale Carlomagno che hanno lasciato una lettera di cui ancora non si conosce il contenuto esatto.

Il punto allora è proprio questo, perché i genitori, ( la madre era Assessore del Comune di Anguillara e il Padre imprenditore), si sono suicidati?

Le ipotesi potrebbero essere almeno due:

  • per non aver saputo reggere alla immensa vergogna di quanto compiuto dal figlio, consapevoli che tutto il loro agire e gli insegnamenti di vita avevano trasmesso al figlio erano stati cancellati in un solo attimo.

    Insegnamenti improntati certamente a sani principi, rispetto per la famiglia, amore per la vita, rispetto per l'altro, trasparenza, senso del dovere;

  • per essere stati costretti, a prendere atto che il mostro questa volta era proprio in casa loro e, ( forse il Padre), suo malgrado, per aver dovuto condividere qualche frammento della orribile storia, qualche elemento di verità su quanto accaduto, e, che il figlio invece voleva tacere;

Forse, visto il triste epilogo, non sapremo mai i veri motivi del loro suicidio.

Peraltro credo che sia la prima volta che questo accade in Italia, almeno a mia memoria.

Cosa è accaduto dunque in questa vicenda orribile?

Io credo che la causa di tutto ciò avvenuto, per quanto riguarda i suicidi, è da ricercarsi nelle falle del racconto sulla dinamica omicidiaria dello stesso assassino.

Anche gli inquirenti sono certi che l'Assassino non ha raccontato tutto.

In particolare non coinciderebbero i tempi dell'avvenuto delitto, che, secondo il racconto dell'omicida sarebbe avvenuto al mattino del giorno in cui scomparve Federica, mentre per il P.M. e gli inquirenti questo potrebbe essere avvenuto già la sera precedente o la notte.

Il che potrebbe aprire uno scenario diverso da quello che l'autore del delitto ha cercato di rappresentare.

Scenario in cui potrebbe essere che l'omicida abbia "costretto", durante la sua follia omicida, qualcuno ad aiutarlo.

D'altronde sembrerebbe che nel tragitto di ritorno del giorno incriminato lo stesso assassino sia stato visto in macchina con qualcuno a fianco.

Chi era costui?

L'interrogativo apre possibili nuovi scenari.

Vedremo nei prossimi giorni se la nebbia che avvolge tale orrendo episodio di cronaca nera potrà diradarsi, anche per rendere giustizia all'ennesima vittima di femminicidio, reato, che è bene ricordare, ora prevede l'Ergastolo, cioè fine pena mai.

Personalmente credo che episodi come questi, che ormai si ripetono quasi quotidianamente, debbano farci riflettere molto, e allo stesso tempo agire su un piano parallelo alla giusta sanzione penale, con strumenti nuovi e più pervasivi.

Occorrerebbe rafforzare misure educative e culturali rivolte a tutti, ma soprattutto verso gli uomini, giù alle prime avvisaglie di problemi relazionali all'interno della famiglia.

Va bene introdurre già nei percorsi scolastici, sin dai primi anni, l'educazione all'affettività, ma occorre fare di più.

In tal senso, a mio avviso, vista l'abitudine delle famiglie di voler nascondere problemi di coppia, chiudendosi al proprio interno, magari per ritrosia o per una certa vergogna di esternare i problemi, potrebbe essere utile far seguire, da subito, il nucleo familiare che annuncia, ad esempio, di volersi separare, accompagnandoli in percorsi di ascolto, coordinati da esperti psicologi in materia di composizione pacifica dei conflitti.

Il Governo investa di più in tale materia, istituendo "nuovi punti di ascolto" pubblici o presso studi Professionali, sottoscrivendo delle apposite Convenzioni con l'Ordine Nazionale dei Psicologi e l'Ordine degli Avvocati, per prevenire quella che ormai è acclarata come terribile patologia.

Ai processi culturali di alfabetizzazione all'affettività vanno aggiunte risorse e mezzi per sconfiggere questa terribile epidemia, che lascia sul campo non solo tante meravigliose creature quali sono le donne, ma anche figli, spesso minori, come nel nostro caso, ma anche nonni, parenti e intere cerchie di amici che mai più potranno rivedere coloro che tanto amavano e con costi altissimi in termini di Politiche Sociali.

Il tempo scorre, la vita non si fermi!

sebastianoarcoraci.com - Associated GNSPress




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