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Cronaca di attacco d'odio annunciato

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • 4 hours ago
  • 3 min read

Alzi la mano chi non aveva immaginato che un giorno o l'altro, anche in Italia, sarebbe successo quanto accaduto a Modena Sabato scorso, 16 Maggio 2026.

Nel mondo tali episodi erano già avvenuti, specie in Germania e Olanda, spesso dettati da finalità terroristiche e religiose.

Oggi, con immenso dolore e senso di frustrazione dobbiamo registrare un tale atto anche nel Bel Paese, anche se, da ricerche effettuate sui vari canali d'informazione, questo, in realtà, non è storicamente il primo episodio del genere.

Infatti già ad Ottobre del 2023, a Roma, in Piazza Bologna, accadde un episodio analogo con ferimento alla gola di un giovane Italiano, ad opera di un cittadino straniero, per motivi religiosi, così come era accaduto, 2 anni prima, nell'Ottobre del 2023, a Gela, quando uno straniero aggredì, sempre per motivi religiosi, don Nunzio Sama della Parrocchia della Beata Vergine del Carmelo.

Quindi, come si vede, i segni premonitori c'erano.

Semplicemente erano stati sottovalutati, specie da una certa stampa benevola, sempre al traino di una certa Sinistra ipocrita e buonista.

Certo nel nostro caso non è da escludere che ciò sia avvenuto semplicemente per disagio psicologico dell'autore, ma, viste le sue precedenti esternazioni sui social, e le parole forsennate e d'odio, pronunciate nell'istante dell'azione criminale, questo potrebbe essere stato ispirato da fanatismo religioso.

Intendiamoci, a Modena, siamo di fronte ad un gesto isolato, seppure gravissimo, di quello che si può attribuire a un cosiddetto "cane sciolto", purtuttavia l'episodio va inserito ora in un giusto contesto.

Contesto che prende le mosse da un odio professato e praticato da chi, pur cittadino Italiano di seconda generazione, rifiuta di integrarsi con la cultura, norme, usi e costumi del nostro Paese.

In tal senso un ruolo importante dovrebbero esercitarlo la Scuola e l'Università, attraverso l'apprendimento e il "sapere", quali migliori forme di integrazione sociale, compito, spesso disatteso, come avvenuto evidentemente nel caso di specie, avendogli rilasciato all'autore del crimine una importante Laurea, omettendo però di accompagnarlo, contemporaneamente, alla condivisione dei fondamentali valori della nostra Repubblica.

Peraltro, preso atto che, nel nostro caso , all'autore dei fatti di Modena, era stato diagnosticato un disagio "psichiatrico", per il futuro, onde evitare il ripetersi di tali situazioni gravi, va stabilito, che un soggetto in cura, vada seguito in tutto il suo percorso, e, ove questi interrompa le sedute, prontamente segnalato alle Autorità preposte, recuperandolo alle terapie, anche attraverso la domiciliazione presso le Rems, ( le residenze di nuova istituzione, per l'esecuzione di misure di sicurezza), previa certificazione giudiziaria di "soggetto ad alta pericolosità sociale".

Oggi invece è raro che tali problematiche non siano lasciate alla responsabilità delle famiglie, spesso abbandonate al loro dramma in totale solitudine.

Purtuttavia, al di là dei casi conclamati di patologie psichiatriche, in tutti gli altri possibili casi, occorre porsi la seguente domanda: "bisogna per forza riconoscere nostro connazionale chi non intende integrarsi, disprezzando il nostro Paese, la nostra cultura e le nostre radici cristiane"?

Io credo, anche nel rispetto dei diritti riconosciuti dalla nostra Costituzione, di no!

La Costituzione infatti non riconosce solo diritti, quali quello della Libertà di religione ( Art. 19 ), ove sia praticata in modo legittimo, ma impone anche doveri, come quelli previsti dagli Artt. 2 ( solidarietà di cittadinanza) e 54, ( fedeltà alla Repubblica e osservanza delle Leggi).

Pertanto, lungi da me condividere certi atteggiamenti ipocriti come di alcuni Politici della cosiddetta Sinistra, o propagandistici, come di certe dichiarazioni di bassa lega, espresse da esponenti di primo piano di una destra anti democratica, dalle quali mi dissocio totalmente, io credo debba valutarsi l'ipotesi di non considerare Cittadini Italiani, quanti professano odio razziale e religioso.

Compiuti i 18 anni vanno fatte dunque verifiche serie ed approfondite, anche per i nati in Italia, sul riconoscimento di tali soggetti come appartenenti alla Repubblica Italiana, attraverso, ad esempio, la verifica, facilmente accertabile, della loro "social reputation", e della condotta espressa nella Comunità civile di appartenenza.

Occorre dunque, da oggi, prevenire più che si può tali fenomeni per evitare altre Gela, Roma e oggi, tristemente Modena.

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