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Perché ha vinto la paura? Nasce la Repubblica Giudiziaria?

  • Writer: sebastianoarcoraci
    sebastianoarcoraci
  • Mar 24
  • 4 min read

Ieri nelle urne, un po' a sorpresa, si sono trovate 14 milioni di NO, contro 12 milioni di SI.

Un NO chiaro al Referendum sulla separazione delle carriere fra i Magistrati, che ha contributo ad avvicinare almeno 2 milioni di elettori in più rispetto alle ultime consultazioni elettorali.

In tal senso un plauso ai promotori dei due Comitati che hanno movimentato il dibattito Politico su un tema così difficile e delicato, tanto da farla diventare, specie da una parte, una sfida fra due opposti mondi e tifoserie, che naturalmente si sono sentite mobilitate verso uno scopo "alto".

In conseguenza di ciò utile appare ora trarre delle conclusioni sull'esito del voto, anche per comprendere le ragioni di quanto è avvenuto.

Innanzitutto occorre evidenziare che la Giustizia è un tema nevralgico, da trattare con delicatezza, e su cui si scontrano, da sempre, in Italia, due visioni opposte, sulle orme del dettato Costituzionale, una con una interpretazione liberale e garantista nei confronti dell'imputato, al quale va assicurato un Giudice indipendente e effettivamente terzo, da sempre propugnato ad esempio da Augusto Barbera e dal Socialista Giuliano Vassalli, e l'altra più Statalista, che vede, e accetta da tempo, il prevalere della funzione giudiziaria rispetto a quella Legislativa del Parlamento ed esecutiva del Governo.

La partita si giocava appunto su queste due macro visioni, ma lo schieramento anti Riforma, ha saputo utilizzare, a differenza dei sostenitori del SI, con maggiore efficacia, la seconda possibile interpretazione della Costituzione, facendosi di quest'ultima persino portabandiera, riuscendo nel tentativo di additare i promotori della prima visione ( SI) come "attentatori" della Carta Costituzionale.

A mio parere sta tutta qui la ragione della vittoria del No.

Ma cosa ha mosso così tanti elettori a recarsi alle urne, e soprattutto i giovani dai 18 ai 34 anni a schierarsi per il NO?

Io credo prevalentemente la paura.

E' prevalsa infatti una rappresentazione della realtà al contrario, giocando molto sulla paura di coloro che appartengono a uno schieramento Populista - Massimalista, di vedere modificata la Costituzione, in una direzione che ribaltasse gli attuali equilibri a favore di una certa classe Politica, tale da farla apparire quale portatrice di privilegi e poteri, cosa che in certi casi, a dire il vero, si è appalesata nella insufficiente qualità della attuale classe dirigente.

Paura che è stata alimentata via via che proseguiva la battaglia elettorale, in ogni meandro della Società Civile.

Meandri in cui i maggiori promotori del NO son riusciti a pervadere con maggiore intensità propagandistica e organizzativa ( Associazioni - Movimenti Antagonisti- Università - Triplice Confederale - Piazze di protesta sociale).

Senza contare gli scivoloni nella comunicazione del Ministro Nordio, della Senatrice e Avvocato Giulia Bongiorno, e persino del Ministro Antonio Tajani, che con le loro avventate dichiarazioni hanno spaventato ancor di più gli elettori indecisi.

Tutti elementi che vanno considerati con attenzione, specie quello di un maggior radicamento nella Società Civile.

Radicamento che allo schieramento Moderato e Liberale obiettivamente manca, non avendo curato abbastanza, in tutti questi anni, il mondo Associativo e i corpi Intermedi, né a sufficienza il variegato mondo giovanile, costretto negli ultimi anni ad emigrare all'estero ( più di mezzo milione in 10 anni), non avendo ricevuto risposte dignitose e non precarie di lavoro nel nostro Paese.

Se a tutto ciò si aggiunge il tema della guerra e della paura della guerra, specie fra le nuove generazioni, e della vicinanza ideale fra la Meloni e Trump, ritenuto dalla maggioranza degli Italiani un guerrafondaio, accomunandolo falsamente alla Meloni, vero bersaglio della propaganda di sinistra, non poteva che andare così.

Così come i temi di un lavoro di qualità, del bisogno abitativo, della sanità, dei salari, dello sviluppo eco - compatibile e del caro vita, che ad oggi non hanno trovato sufficiente ascolto nello schieramento Liberale, ad eccezione di qualche annuncio come quello di "un nuovo Piano Nazionale sulla casa", che ora andrebbe declinato meglio.

D'altro canto, tutto ciò accaduto, non può che preoccupare il popolo democratico e liberale, per la deriva che la nostra Nazione potrebbe prendere in senso demagogico ed estremista.

L'ipotesi alquanto suggestiva di una "Repubblica Giudiziaria" personalmente mi atterrisce, consapevole delle conseguenze nefaste che ciò potrebbe comportare in un futuro, in cui potrebbe tornare quel clima "giustizialista" che tanti danni ha già provocato al Sistema Democratico.

Per questo, per ripristinare equilibrio e moderazione nelle Istituzioni, e riconquistare la fiducia di due milioni di elettori persi dal Polo Liberal-Democratico, occorrerà ogni energia, ogni risorsa di uomini e mezzi consapevoli del valore della posta in gioco.

Occorrerà essere più movimentisti, più presenti nei territori, più pragmatici, portatori di un Progetto di Paese centrato sui valori del merito e dei bisogni sociali, della democrazia riformista e pragmatica, che dia soluzioni adeguate ai cittadini.

Sarà necessario un cambio di marcia e di Leaders, coinvolgendo nomi nuovi del panorama Politico, distinguendo i ruoli di Partito da quelli di Governo, troppo spesso connotati da immobilismo e linguaggio burocratico.

Certo anche lo schieramento massimalista avrà problemi, anche per il campo largo la partita non si presenta facile.

Il pentastellato Conte, con l'aiuto di AVS, cercherà di divenire il Leader dello schieramento, con non pochi contrasti e lacerazioni, che potrebbe alienargli le simpatie dell'ala riformista e la disaffezione dei loro elettori più moderati.

Per questo, il Polo Moderato, se vorrà vincere la prossima partita, dovrà guardare al CENTRO, a quella miriade di movimenti centristi, e di Liste Civiche, laiche ma anche di ispirazione Cattolica, verso cui, mostrare maggiore attenzione per i valori da questi propugnati come la solidarietà cristiana e il valore fondamentale della vita.

sebastianoarcoraci.com - associated GNSPRESS


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